E' di pochi giorni fa una nuova sentenza della Corte di Cassazione (6° Sezione) che riguarda le seconde case. O meglio, riguarda le seconde case travestite da prime case.

Come si sa, è ben diffuso in Italia il motto "fatta la legge, trovato l'inganno". Così, per evitare le salate tassazioni IMU sulle seconde case, si "spacchettava" la famiglia, eleggendo a residenza di uno dei coniugi la seconda casa, di solito situata in ameni luoghi marini o montani: due cuori e due capanne, appunto. Esenti IMU, perchè "prima casa" per ciascuno dei due coniugi.

Ora la festa è finita. La Cassazione ha stabilito (sentenza 20130/2020) che se i coniugi non risiedono anagraficamente nella stessa abitazione, l'esenzione "IMU Prima Casa" non spetta per alcuna delle abitazioni in cui ciascuno di essi ha la residenza (in comuni diversi). A questo punto, i comuni potranno iniziare i controlli e richiedere il pagamento di IMU per l'anno in corso e per i periodi di imposta precedenti.

Noi di "No Voto No Tax" non possiamo che essere felici di questa sentenza, perchè speriamo ponga finalmente termine ad elusioni e esenzioni che i comuni mal sopportavano per non entrare in contese e ricorsi infiniti e dal dubbio risultato. Ora, c'è la possibilità di riscuotere il dovuto, a norma di legge e con la copertura di questa sentenza, ampliando la base imponibile e mitigando tariffe e aliquote per chi invece ha sempre dichiarato correttamente lo stato di "seconda casa" per l'immobile a disposizione per le vacanze.

Pagare tutti, pagare meno: potrà finalmente diventare realtà anche questo principio? Ce lo aspettiamo sicuramente. Ed in tempi brevi.