I residenti titolari di prima casa non pagano IMU, come noto, perchè la legge li rende esenti, mentre ai non residenti viene riservato un trattamento ben diverso, che vede la Amministrazioni locali fissare un’aliquota quasi sempre al valore massimo consentito, superiore all’1%.

Esiste poi una categoria intermedia: i residenti proprietari di castelli e palazzi storici, le categorie catastali A/1, A/8, A/9 (come dice la legge: "abitazioni signorili, ville, castelli e palazzi di eminenti pregi storici o artistici"), per i quali, nonostante siano residenti, la legge prescrive che debbano pagare l'IMU, con un’aliquota stabilita dall'amministrazione comunale. Generalmente, viene fissata una percentuale minima, inferiore allo 0.4%.

Che cosa differenzia un proprietario di seconda casa da un proprietario residente in un castello? Secondo noi semplicemente questo: che i residenti in A/1, A/8 o A/9 votano per l’Amministrazione locale che sceglie le aliquote (e magari sono anche eminenti personaggi del panorama politico e sociale locale), mentre i “non residenti” non votano, quindi anche se si lamentano, nulla possono contro le decisioni della Giunta Comunale e del Sindaco. Questo è evidentemente l’unico criterio utilizzato, perché, da un punto di vista puramente urbanistico, o catastale, non ci sarebbe confronto tra un castello ed un normale bilocale da cui magari non si vede nemmeno il mare.

Anche il reddito personale (la capacità contributiva), che secondo la Costituzione dovrebbe essere il parametro che determina il livello di tassazione applicato alle persone fisiche, viene completamente stravolto dall'applicazione di aliquote diametralmente opposte a rendite catastali presumibilmente diverse, se si confronta un palazzo storico ad un civile appartamento, che vale magari un decimo del primo.

Ci sembra perciò una proposta sensata, e soprattutto improntata ad equità e giustizia, quella di equiparare le seconde case ai castelli ed ai palazzi storici dei residenti e di applicare la stessa aliquota IMU. Forse una tale limitazione potrebbe porre un freno alla cattiva abitudine di spostare la residenza di un familiare nel comune dove si trova la seconda casa, così da eludere l'imposizione fiscale di IMU e non solo.

Per fare questo non serve una legge nazionale, lo può fare immediatamente ogni Sindaco, ogni amministrazione locale. Crediamo che una tale scelta potrebbe aumentare la base imponibile, evitando assurdi spostamenti di residenza ed assicurando un gettito forse anche superiore a quanto oggi incassa ciascun comune.

Qualcuno ci vuol provare?

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