Apre il centro di raccolta ... anzi no.

Ad un anno esatto dall'inizio della raccolta differenziata 'porta a porta' a Lerici, si compie una promessa sempre annunciata, che finalmente vede la luce: l'apertura del Centro di Raccolta Comunale alla galleria degli scoglietti.

Qui il link alla notizia data dal Comune: apertura Domenica 4 Giugno 2017.

Sono passato di là alle 13 di domenica 4 giugno, cioè durante l'annunciato orario di apertura, ma entrambe i cancelli (di ingresso e di uscita) erano ben chiusi con tanto di catena e lucchetto. E i rifiuti me li sono riportati a casa. Sarà per il prossimo week end.
Nel frattempo, in città i rifiuti sono sempre accumulati, ben separati, all'angolo della strada, buoni per tutta la settimana.

Lerici: inizia la raccolta "porta a porta"

A maggio inizia anche a Lerici la raccolta rifiuti "porta a porta": un kit di bidoni e sacchetti per ogni abitazione, un po' di buona volontà e finalmente anche a Lerici la percentuale di raccolta differenziata dovrebbe cominciare a salire, dai valori attuali (inferiori al 20%) a livelli più degni di una città civile.

Si sono già tenuti alcuni incontri formativi, i kit sono in distribuzione (andate con l'auto, altrimenti vi spaccate la schiena!), quindi tutto è pronto per partire. Confidiamo in risultati positivi e non solo dal punto di vista della separazione, ma anche da quello economico, consentendo a tutti, nel giro di un paio d'anni, un po' di risparmio sulla tassa rifiuti (TARI).

C'è solo un dubbio: per chi, come noi proprietari di seconda casa, è presente a Lerici solo nei fine settimana (almeno per gran parte dell'anno), al massimo dal venerdi sera alla domenica pomeriggio, o sera, come può funzionare una raccolta porta a porta? e se la carta, il vetro o il multimateriale può anche essere accumulato (ammesso di avere lo spazio) e smaltito il sabato mattina portandolo direttamente al centro di raccolta (dopo la galleria degli Scoglietti), come funzionarà per il resto, per l'organico o il residuo secco? ce lo dovremo riportare a casa? 

Ci aspettiamo che l'Amministrazione di Lerici abbia una risposta a queste domande, perchè sarebbe seccante, per l'ennesima volta, subire oltre al danno anche la beffa: pagare un servizio che non può essere usufruito e in più, doverci smaltire "in proprio" i rifiuti.
Ci sarà un incontro informativo tra qualche settimana, riservato proprio ai proprietari di seconda casa. Ci aspettiamo qualche proposta di buon senso, che finalmente riconosca anche i non residenti, proprietari di immobili, come una risorsa da valorizzare e non perseguitare, come già più volte è avvenuto.

Vi terremo informati.

 

Canone RAI: incredibile, ma vero

Succede raramente, perciò va sottolineato.

Stavolta, i proprietari di seconda casa sono salvi: il solito accanimento che chi decide imposte e tariffe dimostra nei nostri confronti, questa volta non ha dato il meglio e ci ha risparmiato. Anzi, siamo quasi dei miracolati, perchè questo giro addirittura non pagheremo nulla!

Stiamo parlando del Canone RAI, che da luglio di quest'anno verrà pagato assieme alle bollette elettriche, ma solo per le prime case. Le seconde case, come in realtà è stato finora, continueranno a non pagarlo.

E' con una certa soddisfazione, lasciateci dire, che sottolineiamo il fatto che in questa occasione i furbetti dell'elusione, quelli che hanno trasformato la seconda casa in prima residenza di vecchi genitori o figli senza reddito, beh, adesso non sfuggiranno e dovranno versare un obolo che finora, forse, erano riusciti ad evitare.

Può darsi che la situazione cambi nei prossimi anni e che qualcuno decida di eliminare questo "privilegio" che ci ha finora risparmiato, ma intanto registriamo un punto a nostro favore: il punto della bandiera, almeno!

Lerici: logica e buonsenso non abitano più qui

Le tariffe, appena confermate, per l’accesso alla ZTL di Lerici (SP) dimostrano ancora una volta la dedizione con cui i cittadini non residenti, considerati evidentemente cittadini di serie B, vengano costantemente penalizzati e perseguitati con specifici trattamenti che nulla hanno a che fare con la logica ed il buonsenso.

Con una lettera datata 9 dicembre 2015, che esordisce con le parole “Visto l’approssimarsi della scadenza dell’attuale Pass …” (che scadeva il 30 novembre 2015, n.d.r.), recapitata da Poste Italiane solo verso la metà di gennaio 2016 (precisamente il giorno 11 gennaio), la Polizia Locale lericina ci informa che i termini per il pagamento del Pass di accesso alla ZTL scadranno il 23 Dicembre 2015 e che ogni ritardo nel pagamento sarà sanzionato. Peccato che il 23 dicembre, al momento del ricevimento della lettera, sia passato ormai da quasi 20 giorni.

La lettera prosegue con varie intimazioni (attenzione a non sbagliare i dati, diffida dal recarsi presso gli uffici comunali, richiamo ai presupposti legittimi, …) che rendono il tutto grottesco e brutalmente burocratizzato.

Presi dallo sconforto e dalla paura di sbagliare, oltre che un po’ arrabbiati per il solito trattamento che ci viene riservato (come cittadini e per di più di serieB) interroghiamo dapprima l’Amministrazione, con una mail all’indirizzo indicato nella lettera. In tempi sospettosamente brevi, l’Amministrazione risponde che la colpa è di Poste Italiane (figurarsi se la colpa non è sempre degli altri!) e che comunque i termini erano stati prorogati fino a fine gennaio. Nessun altro dettaglio, nessuna firma. Nessuna scusa.

Non ci resta che andare sul sito del comune per cercare conferme o ulteriori informazioni: non l’avessimo mai fatto!

Metà delle tipologie di pass citate nella lettera non compaiono sul sito e viceversa, i link alle tariffe finiscono nel vuoto, puntando a inesistenti tabelle degli anni precedenti, i moduli caricati chiedono informazioni contraddittorie (ad esempio per quelli relativi al solo transito) e, soprattutto, non c’è traccia delle scadenze per il rinnovo, né quelle originali, né tanto meno quelle modificate. Insomma, una totale confusione.

Ma la vera assurdità di tutto il sistema sono le tariffe (fortunatamente indicate nella lettera):

  • se possiedi un posto auto e sei residente, paghi 6 €, se non sei residente ne paghi 120: vuol dire 20 volte di più! Questa tipologia di pass comprende anche la possibilità di sostare in città, nei posti pubblici. Un non residente abita (e parcheggia) in genere in altro comune, però paga 20 volte di più di un residente, che verosimilmente userà i posti pubblici molto più frequentemente.
  • Se ci si accontenta del solo transito, sempre in possesso di un posto auto privato, si pagano 30 € se residenti, 60 € se non residenti: qui la logica si inverte e sfugge definitivamente. Passi per i non residenti, che hanno uno sconto del 50% se non utilizzano i parcheggi pubblici, ma un residente che rinuncia a parcheggiare per strada e vuole parcheggiare solo nel suo posto privato, viene penalizzato tassandolo 5 volte di più: 30 € anziché 6.! Qualcuno ci spiega perché? E’ un invito al parcheggio selvaggio? Logica vorrebbe che anche lui usufruisse di uno sconto del 50%, pagando solo 3€.
  • Se invece non si possiede un posto auto, il residente paga 15€ (perciò è questo il valore di un anno di sosta in luogo pubblico!), mentre il non residente ne paga 200: se non è persecuzione questa! Si tenga conto poi che i posti disponibili continuano a diminuire, sostituiti da passi carrai (veri o presunti), carico e scarico, posti riservati e così via, di fatto rendendo quasi impossibile trovarne qualcuno nel raggio di un chilometro. Dopo aver pagato i 200€, naturalmente.

Ma la vera ciliegina su questa torta di sistema sta qui: chiunque può entrare, con qualunque auto, comunicando ai varchi (o addirittura il giorno dopo) che si sta recando presso un posto auto privato (vero o meno, nessuno lo sa), dichiarando il numero di targa, senza pagare nulla!

Il sospetto è che chi decide queste regole lo faccia mentre gioca ai dadi.

PS: dimenticavo. Io sono un non residente e pago il solo transito, avendo anche un posto auto privato. Ogni volta che scendo a Lerici, trovo l’auto di un residente parcheggiata nel mio posto: ci sarà un pass speciale anche per questa categoria? O sarà pura maleducazione a costo zero?

Acqua: ma quanto mi costi ...

Il costo del contratto acqua potabile per le seconde case in provincia di La Spezia, è uno dei motivi per cui il nostro comitato si è attivato ed ha raggiunto il primo scopo, entrando a far parte della Consulta provinciale per il Servizio Idrico.
Quando raccontiamo ad amici o a vicini di casa quanto ci viene richiesto in bolletta con inesorabile regolarità, per pochi metri cubi di consumo all'anno, tutti rimangono increduli.
Ecco perchè abbiamo voluto approfondire la questione e preparare un paio di grafici, che mostrano bene quanto sia elevato il costo dell'acqua per la tipologia "seconda casa", secondo l'articolazione tariffaria decisa dall'ATO Est e applicata da ACAM Acque.
Per la tipologia di utenti "uso domestico - residenti" è prevista una tariffazione sulla base del numero di componenti il nucleo familiare (da uno a sei e oltre), mentre per la tipologia "uso domestico - seconda casa" esiste una differenziazione sulla base dell'area geografica in cui si trova l'immobile: Golfo, Val di Magra, Val di Vara per quanto riguarda la quota fissa, mentre i costi al metro cubo sono uguali per tutti.
Ne risulta perciò, in base al consumo d'acqua in metri cubi (in orizzontale), un andamento come nell'immagine qui sotto.

Tanto per fare un esempio, per consumi ridotti, attorno ai 20-30 metri cubi/anno, il costo risulta di 2 o 3 centesimi di Euro al litro. Si pensi che per 7-9 centesimi al litro si compra l'acqua in bottiglia!!

Rappresentando poi gli stessi dati su scala logaritmica, si nota meglio come agiscano le differenti tariffe all'interno di ciascun gruppo di utenti, e come tenda a divergere sempre più la spesa totale per le due tipologie principali (residenti e seconde case), diventando la seconda pari a quattro volte la prima.
Si tenga conto inoltre che simili rapporti di spesa tra residenti e non residenti non trovano riscontro in nessun'altra parte d'Italia, almeno per le ricerche che abbiamo fatto noi (circa un centinaio di comuni marini turistici).

Qui sotto il grafico in scala logaritmica (cliccando sulle immagini, si può vedere ciscuna immagine con maggiore dettaglio.

E' evidente come, soprattutto a consumi contenuti, la categoria "seconde case" sopporti un onere privo di qualsiasi giustificazione, motivato forse dalla certezza che tanto i proprietari di seconda casa "non possono in alcun modo lamentarsi o incidere" sulle scelte degli amministratori locali.
Ma fino a quando?

Consulta del Servizio Idrico - La Spezia

La Consulta Provinciale del Servizio Idrico di La Spezia si è costituita riunendosi per la prima volta lo scorso 25 giugno, presso gli uffici della Provincia.
Vi fanno parte due associazioni di consumatori (Adiconsum e Lega Consumatori Liguria), Acqua Bene Comune di La Spezia, Cittadinanza Attiva e il nostro comitato No Voto No Tax, oltre naturalmente al Presidente e al Direttore dell'ATO Est - La Spezia.
Durante questo primo incontro, dopo le presentazioni iniziali, l'ATO ha esposto una serie di norme che intende presentare all'Assemblea dei Sindaci, che obbligano i gestori del Servizio Idrico ad effettuare le letture dei contatori con regolarità, pena la perdita dei corrispettivi più vecchi di tre anni.
Un altro punto riguarda l'accessibilità dei contatori, punto spesso trascurato dai gestori, che fatturano quindi anche in mancanza di letture.
In generale, queste norme dovrebbero tutelare i consumatori, penalizzando i gestori che non si comportano in maniera aderente alla Carta del Servizio.
La novità principale però è stato l'annuncio di un nuovo sistema tariffario, che sarà emanato dall'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas ed il Servizio Idrico, entro la fine dell'anno.
A fronte di questa novità, tutti gli ATO dovranno rielaborare il Piano d'Ambito e l'articolazione tariffaria. Tali documenti saranno presentati alla Consulta prima dell'approvazione da parte dell'assemblea dell'ATO, per avere un contributo e possibilmente l'avvallo della Consulta prima dell'entrata in vigore del nuovo sistena tariffario.
Sarà questo il momento in cui anche noi, come proprietari di seconda casa, potremo far valere le nostre ragioni ed esprimere il nostro giudizio sul documento.
Un grande passo avanti rispetto alla situazione attuale di assoluta impossibilità da parte nostra di esprimere giudizi o punti di vista.
Vi terremo naturalmente informati su ogni prossimo sviluppo.

Qualcosa si muove ...

L'A.T.O. Idrico Est - Provincia di La Spezia ha deciso di istituire una Consulta Provinciale del Servizio Idrico, aperta a tutti i "portatori di interesse" o "stakeholders", come si dice oggi, in qualche modo coinvolti dal Servizio Idrico. Sarà una commissione con puro potere consultivo, però è già un passo avanti rispetto alla totale gestione dell'ente e del servizio da parte dell'Assemblea dei Sindaci della provincia.

Anche il nostro Comitato - No Voto No Tax - ha presentato la domanda di ammissione, come rappresentante dei proprietari di seconda casa, che come sappiamo quasi mai hanno la possibilità di esprimersi su questioni determinate da Enti e Amministrazioni elette soltanto dai residenti. L'atto costitutivo della Consulta può essere scaricato a questo link.

Siamo stati ammessi ed ora quindi avremo la possibilità di far sentire la nostra voce e le nostre ragioni sul tema del Servizio Idrico, che è uno dei temi più critici per i proprietari di seconda casa in provincia di La Spezia.

La prima riunione si terrà il 25 Giugno e su questo blog non mancheremo di tenervi informati sulle discussioni e sui risultati della Consulta.

A presto!

IMU: vogliamo pagare come i castelli!

I residenti titolari di prima casa non pagano IMU, come noto, perchè la legge li rende esenti, mentre ai non residenti viene riservato un trattamento ben diverso, che vede la Amministrazioni locali fissare un’aliquota quasi sempre al valore massimo consentito, superiore all’1%.

Esiste poi una categoria intermedia: i residenti proprietari di castelli e palazzi storici, le categorie catastali A/1, A/8, A/9 (come dice la legge: "abitazioni signorili, ville, castelli e palazzi di eminenti pregi storici o artistici"), per i quali, nonostante siano residenti, la legge prescrive che debbano pagare l'IMU, con un’aliquota stabilita dall'amministrazione comunale. Generalmente, viene fissata una percentuale minima, inferiore allo 0.4%.

Che cosa differenzia un proprietario di seconda casa da un proprietario residente in un castello? Secondo noi semplicemente questo: che i residenti in A/1, A/8 o A/9 votano per l’Amministrazione locale che sceglie le aliquote (e magari sono anche eminenti personaggi del panorama politico e sociale locale), mentre i “non residenti” non votano, quindi anche se si lamentano, nulla possono contro le decisioni della Giunta Comunale e del Sindaco. Questo è evidentemente l’unico criterio utilizzato, perché, da un punto di vista puramente urbanistico, o catastale, non ci sarebbe confronto tra un castello ed un normale bilocale da cui magari non si vede nemmeno il mare.

Anche il reddito personale (la capacità contributiva), che secondo la Costituzione dovrebbe essere il parametro che determina il livello di tassazione applicato alle persone fisiche, viene completamente stravolto dall'applicazione di aliquote diametralmente opposte a rendite catastali presumibilmente diverse, se si confronta un palazzo storico ad un civile appartamento, che vale magari un decimo del primo.

Ci sembra perciò una proposta sensata, e soprattutto improntata ad equità e giustizia, quella di equiparare le seconde case ai castelli ed ai palazzi storici dei residenti e di applicare la stessa aliquota IMU. Forse una tale limitazione potrebbe porre un freno alla cattiva abitudine di spostare la residenza di un familiare nel comune dove si trova la seconda casa, così da eludere l'imposizione fiscale di IMU e non solo.

Per fare questo non serve una legge nazionale, lo può fare immediatamente ogni Sindaco, ogni amministrazione locale. Crediamo che una tale scelta potrebbe aumentare la base imponibile, evitando assurdi spostamenti di residenza ed assicurando un gettito forse anche superiore a quanto oggi incassa ciascun comune.

Qualcuno ci vuol provare?

Sabato, Dicembre 07, 2019

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